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1) La scelta della batteria

Detto questo cominciamo, se siete qui è perché in un modo o nell’altro anche voi avete cominciato a seguire questo mondo, picchiando i cuscini del divano con gli aghi da maglia della mamma, o le bacchette del ristorante cinese sul sedile anteriore per tutto il viaggio di ritorno dalla cena etc.
Da dopo Adamo ed Eva (la cosa è discutibile) l’uomo ha cominciato ad utilizzare le percussioni per comunicare, suonavano per danzare, costruendo strumenti a percussioni con i tronchi e aggiungendo poi le pelli di animali. Non è da escludere che lo stesso Adamo avesse iniziato a suonare, ma nessuno rispondeva all’annuncio sul mercatino musicale dove cercava elementi per completare la band.
Nel corso degli anni poi i tamburi sono stati usati per dare il tempo agli schiavi rematori sulle navi, in guerra per dare il passo ai soldati in marcia, ma soprattutto nelle cantine buie e polverose per poi esplodere nei più grandi concerti della storia.
Quanti come noi hanno provato un brivido nel sentire l’odore del legno, il tocco della pelle, la vibrazione cristallina di un piatto.
Nel 1997 i tempi sono cambiati e la vita è diventata più facile per noi grazie alla Roland che, a mio avviso, ha dato vita “all’era della vera batteria elettronica con la “V-drum” virtual drum.
Questa è stata la prima vera batteria elettronica capace di riprodurre fedelmente una varietà di suoni, stili e strumenti a percussione che fino ad allora era impensabile avere. Unica pecca che fino ad oggi non si è ancora arrivati al top con i timbri dei cymbals che suonano ancora troppo finti, ma si fa perdonare da tutti i vantaggi che offre: una volta acquistata ti bastano 2 jack per collegarti al mondo, all’impianto per suonare, registrare etc, puoi suonarla quando e dove vuoi, quindi puoi studiare in piena solitudine nel silenzio della notte e agli orari più assurdi, non ti sentirai più dire “..e ma si sente solo la batteria”, e allora il chitarrista alza il suo ampli, il basso sparisce, il tastierista suona come un posseduto ma non si sente e il cantante che strilla come un aquila per sovrastare il potente suono del batterista! Anzi, devi metterti in cuffia per capire tu cosa stai suonando.
Però in fondo suonare la batteria elettronica lo considero come fare sesso con una bambola gonfiabile, il fascino della batteria acustica è impagabile, nostra croce e delizia, una cavalcata su una bella cassa in acero con il suono che ti entra nello stomaco, e il rullante che sembra un colpo di pistola dei cow boys non ha prezzo.
Tutto questo per dire “che batteria scegliere”?
Secondo me sarà la batteria a scegliere voi, ma ovviamente ognuno deve considerare più fattori, budget a disposizione, stile musicale, suono etc. Ovviamente per chi è alle prime armi e non ha molti euro a disposizione, la prima occasione trovata su internet o riviste di strumenti usati sarà come la manna scesa dal cielo, ed è così!! Ma bisogna fare attenzione, una volta stabilito se elettronica (più costosa ma alla lunga si dimostra conveniente perché non necessita di sostituzione pelli, microfoni per amplificarla, custodie, piatti, meccaniche etc), o acustica (più economica, e se tenuta bene una buona batteria dura una vita, basta sostituire le pelli e torna come nuova, e poi su un palco tira fuori la sua anima).
Il consiglio è quello di valutare più soluzioni, magari provarle, girare anche negozi specializzati dove quotidianamente c’è chi lascia il proprio strumento per comprarne uno nuovo e magari la vostra batteria è proprio li ad aspettarvi. Tutto questo magari viene più facile se avete un amico o conoscente che vi consiglia direttamente sulle scelte che state per fare. Per chi invece ha già esperienza, la scelta dello strumento viene da dentro, si sente la necessità di trovare quel componente che fa quel suono che abbiamo nella nostra testa e che deve essere così, non c’è storia!
Hasta la vista!

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